Bologna è una delle poche città italiane che si è guadagnata non uno ma tre soprannomi, ciascuno capace di sintetizzare un'anima diversa. La "dotta" per l'università più antica del mondo occidentale, fondata nel 1088. La "grassa" per una tradizione gastronomica che non ha rivali in Italia.
La "rossa" per i mattoni color terracotta che colorano palazzi e portici di tutto il centro storico. Questi tre aggettivi bastano da soli a far capire perché Bologna attragga ogni anno milioni di visitatori da ogni parte del mondo, e perché chi ci va una volta difficilmente smette di tornarci.
Piazza Maggiore: il salotto a cielo aperto
Il cuore di tutto è Piazza Maggiore, o Piazza Grande come la chiamano i bolognesi, che la cantava anche Lucio Dalla. Si tratta di uno dei più bei salotti urbani d'Italia, circondato da architetture che coprono secoli di storia: il Palazzo d'Accursio con la sua torre dell'orologio, il Palazzo dei Notai, il Palazzo dei Banchi.
A dominare la scena è la Basilica di San Petronio, la quinta chiesa più grande al mondo, rimasta incompiuta nella facciata ma capace di impressionare chiunque la osservi. L'interno gotico in bicromia rossa e bianca lascia senza fiato, e vale da solo il viaggio a Bologna.
I portici: un patrimonio UNESCO da vivere ogni giorno
I portici di Bologna si estendono per sessantadue chilometri nel tessuto urbano, quaranta dei quali nel centro storico, e dal 2021 sono Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Non sono semplici strutture architettoniche: sono il modo in cui Bologna abita la propria città, camminando al riparo dalla pioggia d'inverno e dal sole d'estate.
Il più spettacolare è il portico che conduce al Santuario di San Luca sul Colle della Guardia: con oltre seicento arcate e quasi quattro chilometri, è il portico coperto più lungo del mondo, un pellegrinaggio laico e religioso che regala al termine una vista panoramica mozzafiato.
Le Due Torri e i segreti nascosti
Le due torri medievali, la Torre degli Asinelli e la Torre della Garisenda, sono il simbolo indiscusso di Bologna. La prima raggiunge i novantasette metri di altezza e offre a chi sale i suoi quattrocentonovantotto gradini una vista impareggiabile sui tetti rossi della città.
La seconda è pendente fin dalla costruzione e non si può visitare, ma la sua inclinazione la rende ancora più affascinante. Nelle viscere del centro si nascondono poi i famosi sette segreti, tra cui la finestrella di Via Piella, una piccola apertura nel muro da cui si vede un canale che scorre placidamente tra i palazzi, lo scorcio più fotografato della "Piccola Venezia bolognese".
Il Quadrilatero e i piaceri della tavola
Per chi vuole immergersi nella Bologna più autentica e sensoriale, il Quadrilatero è il quartiere da non perdere. Questo mercato storico, animato fin dal Medioevo, offre un'esplosione di colori, profumi e sapori: mortadelle enormi, culatelli stagionati, sfogline che tirano la pasta a mano, bottiglie di Lambrusco in fila sulle mensole.
I tortellini in brodo sono il piatto della vita per ogni bolognese che si rispetti, seguiti dalle tagliatelle al ragù, dalle lasagne verdi e dalla crescentina fritta. Consumare un pasto in una delle osterie storiche del centro è un rito che va ben al di là del semplice nutrirsi.
Quando andare e come muoversi
Bologna è una città che funziona in ogni stagione: d'estate propone proiezioni di cinema all'aperto in piazza, d'autunno la stagione dei portici è particolarmente magica, d'inverno i mercatini natalizi animano ogni angolo. Il centro storico si visita interamente a piedi, senza bisogno di mezzi pubblici, ma attenzione alla ZTL che scoraggia l'ingresso in auto.
Il consiglio migliore è arrivare in treno dalla stazione centrale, a soli quindici minuti a piedi da Piazza Maggiore, e partire da lì per scoprire una città che premia sempre chi si perde tra i suoi vicoli senza un piano troppo rigido.
